In sintesi
- ❤️ Cuori 3
- 📺 Rai 1, ore 21.25
- 🩺 Serie medical drama ambientata nella Torino degli anni ’70, tra innovazioni in cardiochirurgia, storie d’amore complicate e segreti personali; segue le vicende di medici e pazienti dell’ospedale Le Molinette, con attenzione sia alla ricostruzione storica che alle emozioni dei protagonisti.
Cuori 3, Rai 1, Riccardo Donna, Pilar Fogliati, Matteo Martari, Torino anni ’70: la prima serata di oggi offre uno dei ritorni più attesi della fiction italiana, ed è di quelli che accendono subito nostalgia, passione per la medicina narrativa e un pizzico di sana nerdaggine cardiologica. Su Rai 1 arrivano gli episodi 1 e 2 di Cuori 3, la serie che negli anni ha costruito un culto fatto di bisturi, sentimenti complicatissimi e verità lasciate a metà. È l’appuntamento forte di questo sabato 1 febbraio 2026, e per gli appassionati di drama in camice bianco è praticamente un obbligo morale.
Cuori 3 Rai 1: cosa succede negli episodi 1 e 2 tra amore, bisturi e segreti
Il salto temporale ci porta direttamente nel 1974, un anno chiave non solo per la storia d’Italia – tra referendum sul divorzio, rivoluzioni sociali e nuove libertà – ma anche per la cardiochirurgia, che proprio in quei mesi iniziava a muovere passi giganteschi verso tecniche che oggi consideriamo routine. Ed è qui che Riccardo Donna piazza l’apertura della nuova stagione: un mix calibrato di tensione emotiva e innovazione medica, che è ormai il marchio di fabbrica di Cuori.
La prima cosa da sapere: tutto ruota intorno al matrimonio di Virginia Corvara. L’ospedale Le Molinette è in festa, ma il clima idilliaco dura giusto il tempo di una marcia nuziale: basta l’arrivo di Irma Monteu, cantante ricoverata d’urgenza, per far precipitare gli equilibri. Irma infatti non è una paziente qualunque: la sua presenza scatena qualcosa nel passato di Alberto Ferraris, e lui – come ogni protagonista tormentato che si rispetti – fa l’unica cosa peggiore che potrebbe fare. La evita. E più la evita, più capiamo che la situazione è, diciamo, potenzialmente esplosiva.
Nel frattempo fa il suo ingresso in scena il nuovo primario, Luciano La Rosa, severo, algido, con un’autorità quasi intimidatoria e un dramma personale che pesa su ogni suo gesto: il figlio Bruno vive intrappolato in un polmone d’acciaio. La serie qui tocca uno dei suoi momenti più intensi, perché racconta l’umanità ferita dietro la figura del medico, ma anche l’impatto reale della poliomielite, che nel 1974 era ancora un incubo recente.
Delia e Alberto, ora sposati, dovrebbero vivere un momento di quiete, ma Cuori non è una serie che concede riposo: lui è travolto dai fantasmi del passato, lei dalla frustrazione professionale. E quando La Rosa boccia il progetto di ricerca di Delia a favore di quello del marito, lo scontro tra merito scientifico, pregiudizi e ambizioni prende fuoco.
Perché guardare Cuori 3 su Rai 1: accuratezza storica e vibrazioni pop
Uno dei punti di forza di Cuori sta nella sua dedizione quasi filologica alla storia della cardiochirurgia italiana. La serie non copia la realtà, ma la studia, la mastica e la reinventa con grande cura: defibrillatore portatile, prime angioplastiche, bypass coronarici… Chi ama la medicina raccontata bene trova qui un vero parco giochi narrativo. È fiction, ma con radici molto più profonde di quanto sembri a un primo sguardo.
E poi c’è Torino. Le Molinette diventano un personaggio della storia: fredde, eleganti, enormi, una cattedrale laica dove la vita si salva e si complica allo stesso tempo. È quel tipo di ambientazione che dà tono, colore, identità.
A livello di cast, ritroviamo una squadra rodatissima. Matteo Martari continua a dare ad Alberto una complessità quasi manzoniana: bello, brillante, innamorato, ma travolto da dilemmi morali che non riesce a dominare. Pilar Fogliati dà a Delia una modernità sorprendente per un personaggio ambientato negli anni ’70: ambiziosa, emotiva, scientifica, fragile quando serve, potentissima quando qualcuno cerca di metterla in un angolo. E poi c’è lui, Giulio Scarpati, new entry magnifica: interpreta un sensitivo che sfida il rigorismo scientifico del reparto. Un’idea narrativa quasi da fumetto europeo: brillante, eccentrica, un po’ sovversiva.
- Se amate i medical drama classici, Cuori vi darà tutto ciò che cercate: casi clinici veri, tensione emotiva, ritmo serrato.
- Se amate le storie d’amore complicate, siete nel vostro habitat naturale.
La cosa più interessante? Cuori 3 sembra portare avanti una riflessione mai banale sul rapporto tra scienza e mistero. È come se la serie ricordasse che per quanto la medicina sia precisa, fredda, razionale, il cuore – vero protagonista – continua a seguire leggi che non stanno nei manuali.
Cuori 3 debutta su Rai 1: un ritorno attesissimo pronto a diventare un caso
La terza stagione è arrivata in ritardo rispetto ai programmi iniziali, e questo ha creato quasi un senso di attesa da serie cult. La Rai lo sa, il pubblico lo sa, gli attori lo sanno: Cuori è una delle fiction più identitarie dell’ultimo decennio, capace di coniugare intrattenimento pop e rigore storico, sentimenti intensi e dilemmi etici che raramente si vedono nella TV generalista italiana.
Questi primi due episodi mettono in gioco tutti gli ingredienti che hanno costruito il successo delle stagioni precedenti, ma con un passo più maturo, quasi cinematografico. E soprattutto aprono fronti narrativi che sembrano pronti a esplodere uno dopo l’altro: il matrimonio di Virginia, il segreto di Alberto, l’autoritarismo di La Rosa, la sfida scientifica di Delia, l’arrivo del sensitivo Gregorio Fois. È un puzzle che si promette sempre più complesso, ma anche sempre più affascinante.
Per chi cerca cosa vedere stasera in TV, la risposta è semplice e arriva col battito di un monitor cardiaco: Cuori 3 su Rai 1 alle 21.25. Una storia che parla di medicina, ma soprattutto di persone. E che, come sempre, sa far battere fortissimo anche il cuore di chi guarda.
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