Pensi che tuo figlio sia pigro e svogliato con l’università: la vera causa della sua apatia ti lascerà senza parole

Quando un figlio attraversa gli anni dell’università o della formazione professionale, molti genitori si trovano ad affrontare una sfida inaspettata: la motivazione sembra svanire, l’entusiasmo iniziale si spegne e le tensioni in famiglia crescono. Non si tratta semplicemente di pigrizia o mancanza di volontà. Dietro questa apparente apatia si nasconde spesso un disagio più profondo che merita di essere compreso prima di essere giudicato.

La crisi motivazionale dei giovani adulti: un fenomeno complesso

La perdita di motivazione durante il percorso universitario colpisce una percentuale significativa di studenti. Secondo recenti studi condotti in ambito psicologico ed educativo, questa condizione si manifesta particolarmente nella fase di transizione verso l’età adulta, un periodo che gli psicologi definiscono “emerging adulthood”. In questa fase, i giovani si confrontano simultaneamente con la costruzione della propria identità, l’incertezza sul futuro e la pressione delle aspettative esterne.

Il problema raramente riguarda le capacità intellettive. Più frequentemente, la demotivazione nasce da un cortocircuito tra aspettative personali e realtà, tra desideri autentici e progetti imposti o ereditati. Come genitori, il primo passo consiste nel riconoscere che questa difficoltà non rappresenta un fallimento né vostro né di vostro figlio, ma un segnale che richiede ascolto.

Aspettative familiari: quando diventano un peso anziché una spinta

Molti genitori investono risorse economiche ed emotive considerevoli nel percorso formativo dei figli, generando inconsapevolmente un debito psicologico difficile da sostenere. Frasi apparentemente innocue come “abbiamo fatto tanti sacrifici per permetterti di studiare” o “non puoi deluderci adesso” trasformano lo studio da opportunità di crescita personale a obbligo gravoso.

La ricerca in psicologia motivazionale distingue tra motivazione intrinseca ed estrinseca. Quando un giovane studia principalmente per soddisfare le aspettative altrui, la motivazione è estrinseca e quindi fragile, destinata a crollare davanti alle prime difficoltà. Al contrario, la motivazione intrinseca nasce da un interesse genuino e si autoalimenta nel tempo.

Come trasformare le aspettative in dialogo costruttivo

  • Fate domande invece di dare risposte: “Cosa ti appassiona davvero?” ha un impatto diverso da “devi finire questa laurea”
  • Separate i vostri sogni dai loro: riconoscere che il percorso immaginato per vostro figlio potrebbe non coincidere con la sua vocazione autentica
  • Valorizzate il processo, non solo il risultato: concentratevi su cosa stanno imparando, non esclusivamente sui voti o sui tempi di laurea
  • Riconoscete le pressioni esterne: il mercato del lavoro attuale è radicalmente diverso da quello che avete conosciuto voi

Il burnout accademico: quando lo studio diventa insostenibile

Il burnout non colpisce solo i professionisti, ma anche gli studenti. Si manifesta attraverso esaurimento emotivo, distacco cinico dagli studi e sensazione di inadeguatezza. I segnali includono procrastinazione cronica, disturbi del sonno, irritabilità e perdita di interesse verso attività un tempo piacevoli.

Come genitori, potreste interpretare questi sintomi come mancanza di impegno, quando invece rappresentano un campanello d’allarme che richiede intervento. La risposta punitiva o colpevolizzante peggiora la situazione, mentre un approccio empatico apre spazi di recupero.

Strategie pratiche per riaccendere la motivazione

Creare spazi di autonomia decisionale

Paradossalmente, i giovani adulti hanno bisogno di maggiore autonomia proprio quando sembrano più fragili. Permettete a vostro figlio di prendere decisioni sul proprio percorso, anche se comportano deviazioni dal piano originario. Cambiare facoltà, prendersi un periodo di pausa o esplorare percorsi alternativi non sono fallimenti, ma espressioni di autoconsapevolezza.

Ridefinire il concetto di successo

Il modello lineare “diploma-laurea in corso-lavoro stabile” non rappresenta più l’unica traiettoria possibile. Molti professionisti di successo hanno percorsi caratterizzati da cambiamenti, pause e ripartenze. Ampliate la vostra definizione di successo includendo il benessere psicologico, la crescita personale e la coerenza con i valori individuali.

Facilitare esperienze concrete

Spesso la demotivazione nasce dalla distanza tra teoria accademica e applicazione pratica. Incoraggiate stage, volontariato, progetti personali o esperienze lavorative part-time che permettano a vostro figlio di connettere gli studi con la realtà concreta. Questa connessione può riaccendere l’interesse e chiarire gli obiettivi professionali.

Quando chiedere aiuto professionale

Esistono situazioni in cui il supporto familiare, per quanto amorevole, non basta. Se la demotivazione si accompagna a sintomi depressivi persistenti, ansia invalidante o isolamento sociale prolungato, è fondamentale coinvolgere uno psicologo specializzato. Molte università offrono servizi di counseling psicologico gratuiti, risorse preziose che rimangono spesso sottoutilizzate per stigma o disinformazione.

Cosa pesa di più sulla motivazione di tuo figlio?
Le nostre aspettative come genitori
Il burnout da studio intenso
Un percorso scelto per altri
La distanza tra teoria e realtà
Non sa cosa vuole davvero

Riconoscere il bisogno di aiuto professionale non rappresenta una sconfitta genitoriale, ma un atto di responsabilità e amore. Alcune problematiche richiedono competenze specialistiche che vanno oltre le risorse familiari.

Ricostruire il rapporto oltre le aspettative accademiche

Le tensioni legate allo studio rischiano di monopolizzare l’intera relazione genitore-figlio, riducendo ogni conversazione a un rendiconto accademico. Recuperate spazi di relazione slegati dalla performance universitaria. Condividete attività, interessi comuni, conversazioni che nutrano la relazione affettiva indipendentemente dai risultati formativi.

Vostro figlio deve sentire che il vostro amore e la vostra stima non dipendono dai voti o dalla velocità con cui completa gli studi. Questa sicurezza affettiva costituisce paradossalmente la base più solida da cui può ripartire la motivazione autentica.

Il percorso formativo dei giovani adulti raramente segue linee rette. Accompagnare questa fase con pazienza, flessibilità e ascolto autentico trasforma le difficoltà presenti in opportunità di crescita condivisa, rafforzando il legame familiare invece di compromettere il rapporto per sempre.

Lascia un commento